Valutazione dell’esposizione alimentare e caratterizzazione del rischio

 

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Le sostanze per-fluoro-alchiliche (PFAS), ampiamente impiegate per la produzione di numerosi prodotti di uso comune (abbigliamento, schiume antincendio, cosmetici, MOCA…), sono divenuti degli inquinanti ambientali ubiquitari e persistenti.  La principale fonte di esposizione per la popolazione è l’ingestione di acqua potabile e di cibi contaminati, ma si può anche essere esposti attraverso il contatto con superfici o suoli contaminati e l’inalazione di polveri contenenti PFAS.

Le stesse peculiarità che rendono queste sostanze altamente persistenti permettono l’accumularsi nell’organismo (bioaccumulo) e rappresentare un potenziale rischio per la salute a lungo termine. Per valutare questo rischio, è necessario prendere in considerazione una serie di fattori, tra cui l’esposizione e i meccanismi di tossicità dei PFAS.

Per affrontare questa questione, il Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità ha condotto attività analitiche e valutative sulla contaminazione da PFAS del territorio veneto dal 2016, focalizzandosi sugli alimenti prodotti nella zona a maggiore impatto di contaminazione (‘zona rossa’). In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla sicurezza degli alimenti, sull’esposizione alimentare della popolazione e sulla caratterizzazione del rischio associato.

Di seguito è possibile visionare la relazione redatta dall’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel 2019: ISS-VALUTAZIONE DELL’ESPOSIZIONE ALIMENTARE E CARATTERIZZAZIONE DEL RISCHIO