Finlandia

Articolo test

L’Istituto ambientale finlandese (SYKE) considera che le più alte concentrazioni ambientali di PFAS sono comunemente collegate alle attività antincendio, a causa dell’ampio uso di PFAS negli agenti antincendio, in particolare nelle schiume a formazione di film acquosi (AFFF), a partire dalla fine degli anni ’60. Uno dei problemi principali è che le discussioni riguardanti le schiume antincendio sono principalmente di natura professionale, coinvolgendo reti e altri soggetti interessati, senza aver ancora raggiunto una diffusa consapevolezza nell’opinione pubblica. Queste sostanze chimiche, ampiamente utilizzate in numerosi prodotti industriali e di consumo, sono state rilevate in vari comparti ambientali finlandesi, compresi gli effluenti municipali e industriali, il percolato di discarica, i fanghi e l’acqua piovana. La loro presenza ubiquitaria solleva preoccupazioni per la potenziale esposizione umana e gli effetti sull’ecosistema. Inerente a questo troviamo il progetto COHIBA (Controllo delle sostanze pericolose nel Mar Baltico) che ha come obiettivo l’attuazione del piano d’azione HELCOM. Il Mar Baltico è soggetto a una serie di sfide ambientali, comprese le sostanze pericolose che minacciano la sua salute e la sua biodiversità. Al fine di affrontare questo problema, sono state avviate azioni congiunte tra i paesi che circondano il Mar Baltico per raggiungere l’obiettivo di “un Mar Baltico con una vita indisturbata da sostanze pericolose”. Queste azioni comprendono la collaborazione tra le nazioni per identificare, monitorare e ridurre l’uso e le emissioni di sostanze pericolose nel Mar Baltico.

Uno studio del 2013 ha effettuato delle misurazioni dei PFAA in diverse fonti di campionamento, tra cui effluenti municipali e industriali, percolato di discarica, fanghi e campioni di acqua piovana provenienti dalla Finlandia in una campagna di campionamento della durata di un anno. I composti PFOS, PFOA, PFHxA e PFDA sono stati presi in considerazione e sono stati calcolati i flussi di massa associati ad essi. I PFAA sono stati rilevati in modo diffuso in tutti i campioni e tipi di campioni esaminati.

  • Le concentrazioni più elevate sono state riscontrate negli effluenti industriali e nei campioni di percolato di discarica. I PFAA dominanti nei campioni di acque reflue municipali erano PFOS e PFOA. Le concentrazioni di PFAA variavano tra 2,5 e 11 ng/L di PFHxA, 6,6 e 15 ng/L di PFOA, 3,8 e 640 ng/L di PFOS e <0,5 e 1,4 ng/L di PFDA.
  • Il PFOS è stato il PFAA più abbondantemente trovato nelle acque reflue industriali. Le concentrazioni più elevate di PFOS, fino a 18.000 μg/L, sono state misurate negli effluenti dell’industria target, ovvero l’azienda di placcatura dei metalli che rappresenta una delle principali fonti. E in seguito a questo è stata misurata una concentrazione di PFOS di 8.410 ng/L in un effluente dell’industria metallurgica.
  • Negli effluenti la concentrazione di PFOS variava tra 320 e 1.300 ng/L e questo è preoccupante perché i risultati degli altri paesi baltici erano significativamente inferiori (il più alto è stato riscontrato in un campione danese ma era di 27 ng/L di PFOS).
  • Nel percolato di discarica, i PFAA più abbondanti sono stati identificati come PFHxA, PFOA e PFOS. Durante il mese di giugno 2010, sono state rilevate le concentrazioni più elevate di questi composti nel percolato di discarica, con valori di 200 ng/L di PFHxA, 270 ng/L di PFOA e 140 ng/L di PFOS.
  • La somma dei PFAS nei campioni di acqua piovana è stata di 14 ng/L nel novembre 2009 e invece di 33 ng/L nell’aprile 2010 e i più abbondanti riscontrati sono stati PFOA e PFOS.

L’afflusso fluviale nei bacini del Mar Baltico (Baia di Botnia, Mare di Botnia e Golfo di Finlandia, Golfo di Riga e Baltico vero e proprio) e la deposizione atmosferica sono le vie di ingresso dominanti dei PFAS nelle colonne d’acqua del Mar Baltico che alla fine sono disponibili per l’assorbimento da parte dei pesci. Sono state analizzate le concentrazioni di PFAA in 13 specie ittiche del Mar Baltico e in 5 specie ittiche dei laghi finlandesi. Tutte le specie ittiche campionate nei siti dei sottobacini baltici e delle acque dolci sono risultate contaminate da diversi PFAA. Il 97% dei campioni di pesce raccolti ha mostrato la presenza di PFOS, con concentrazioni relativamente più elevate rispetto agli altri PFAA analizzati. Fra tutte le specie analizzate è risultato che gli smelt sono la specie che contiene più PFAS. Uno dei problemi principali è sicuramente la bassa disponibilità di dati sul continuo monitoraggio dell’andamento temporale dei PFAS nei pesci nelle acque dolce finlandesi e nei bacini del Mar Baltico. Nella Direttiva 2013/39/UE i SQA (valori di concentrazione per ciascuna sostanza che non devono essere superati nei corpi idrici ai fini della classificazione del “buono stato chimico”) per gli organismi vegetali e animali sono stati fissati ad 9,1 ng g-1 ww per i valori di PFOS. Il monitoraggio della conformità delle specie ittiche esaminate in questo studio mostra che gli SQA sono stati superati per lo smelt pescato nel Mare di Botnia meridionale (concentrazione media di PFOS: 15,2 ng g-1 ww) e nel fiume Aurajoki (concentrazione media di PFOS: 12,0 ng g-1 ww). Nelle altre specie, le concentrazioni di PFOS erano ben al di sotto dei limiti prestabiliti dalla direttiva.

Il governo finlandese riguardo al contenimento di questo problema ha attuato il Piano Nazionale di Implementazione (NIP) nel 2012 che prevede le seguenti azioni:

  • Verificare la conformità dell’uso del PFOS agli accordi della Convenzione di Stoccolma.
  • Ridurre al minimo le emissioni di PFOS.
  • Favorire l’adozione di sostituti del PFOS.
  • Implementare le misure raccomandate dalla Convenzione di Stoccolma.
  • Indagare sui siti contaminati da PFOS (suolo e acque sotterranee).
  • Attuare azioni per ridurre il rischio nelle aree in cui sono state utilizzate schiume antincendio contenenti PFOS.

Bibliografia